SOME DEMO REVIEWS
 

Li avevo lasciati dopo un set interminabile al Pirateria, quella sera hanno suonato di tutto e anche cover dai Love agli Mc5,  li ritrovo con gran gusto qui su disco. Già le prime note parlano di revivalismo psichedelico senza possibilità di equivoco (la copertina secondo Antonio è una citazione dei grandi Monks), ma la voce graffiata di Rambling Eric (anche cantante dei Dead Cigarettes) e le incursioni nel blues ne danno una lettura più viscerale e appassionata, a mio avviso a tratti vicina al dopo punk dell'Oceania. La grinta e l'energia dei giorni selvaggi, le melodie catartiche, gli echi di colori e suoni fermentanti nel sole, retaggi da qualche ricordo d'altri di estati sessantine. Un caleidoscopio di arpeggi e accordi  grandinanti con la freschezza di un tempo che fu e l'entusiasmo contagioso del periodo: una confessione d'amore per il garage più festoso e incline al sollazzo, di quello che si ascolta su qualche frequenza nascosta della banda alle ore più impossibili o attraversando qualche strada immersa nel sopore meridiano ai bordi del deserto (lo so, poi cambio fornitore). E' veramente un piacere ascoltare questo demo, e tutto sommato la produzione (sulla quale erano stati sollevati dubbi magari anche pertinenti inter nos qui a Loveless) non ne inficia affatto l'energia e la bontà delle composizioni, senza dubbio trascinanti. 5 pezzi costituiscono il disco, 5 gemme di lucor acido che rivelano un altro tassello importante dell'attuale scena garage romana.
Vono
LOVELESS (http://love-less.splinder.com )


Viv Prince è stato il primo batterista dei Pretty Things e questo è il nuovo progetto di Gianluca, chitarrista della ex premiata ditta dei Turturros, che insieme ad altri tre compagni di merende che militano in formazioni come Dead Cigarettes e Les Photonics hanno dato vita a questa fichissima band di garage-beat anni '60, dalle venature pysch e dall'attitudine vera. Cinque bei pezzi, registrati con l'ausilio di strumentazione vintage e la comparsa di un Hammond in un paio di brani. Davvero una piacevole sorpresa, consigliato agli amanti dei Love, degli stessi Pretty Things, dei Byrds. Dal vivo poi, esce fuori tutta la loro anima punk e ci danno dentro come pochi. Erano molte le facce divertite ad un loro concerto al quale ho assistito. La "magagna" ve l'ho svelata subito, perché insieme a Gianluca ho passato alcune delle giornate più divertenti della mia vita, quindi, per darmi ragione... scaricate gli mp3 dalla loro pagina web.
BE NICE TO MOMMY (www.benicetomommy.com)


E qui andiamo su di tono, con un disco di quelli che gradirei più spesso nella mia buca della posta. The Viv Prince Experience, che poi altri non sono che il nuovo progetto musicale di Gianluca, già chitarrista degli storici punkrockers capitolini Turturros.
Se abbiamo dunque mai diviso un palco? Certo, ma che cazzo c'entra? Trovatemi voi una bénd dalle sonorità a cavallo tra il garage dei 60's e il rock classico degli anni '70 (e il nome dovrebbe imporvi qualche vago sillogismo...) che decida di rivolgersi alla Lama per una recensione. Naturalmente, chi osa vince: citando come influenze Stones, Who e company mi toccano subito il tasto giusto, perché - come forse non molti sanno ma i miei amici sì - io adoro i Rolling Stones, e detengo nella mia playlist almeno una cinquantina di singoli assortiti tra i principali di Amboy Dukes, Sonics, Small Faces, Choir, Electric Prunes, MC5 e chi più ne ha più ne metta. Non sarà molto, ma almeno mi permette di considerarmi A RAGIONE un rocker.
Appurato che non mi devo vergognare completamente della mia ignoranza nel settore, via con la scheda tecnica. Cinque trécs fiche e cantate naturalmente in inglese (è noto che in Italia vi fossero negli anni '60 soltanto pessimi traduttori delle altrui gesta, quindi c'è poco da revivalizzare); complesso base di quattro musici, a cui si aggiunge - qua e là - l'indispensabile Hammond in qualità di guest appearence; gioia uditiva. Ebbene sì, ripeto, c'è l'Hammond: no Lui, no garage,
Un gruppo da tenere maledettamente d'occhio, per un demo che tutti voi bastardi dovreste avere, laonde riflettere a lungo sulle vostre radici; e invece vi comprate l'ultimo dei Vomitators. Ma perché?
Bando alle ciance, buzzurri cari. Se siete rock'n'roll abbiatelo.
LAMETTE (www.lamette.it)


Demo bello fresco arrivato da Roma. Poche scarne note di copertina, zero artwork. Perchè non serve. Qui ci sono 5 pezzi che non hanno bisogno di espedienti diversi da uno stereo. Le danze si aprono con "Maria's Gone", giro attorno ad una "Ragazzo triste / So Sad about you" (un "re"?), bella voce, ritmica serrata, ponte, e un ritornello tutto "uptempo": sparato, diretto e senza la linea melodica che contraddistingue il resto del pezzo. Una bella invenzione che finalmente si stacca dai consueti stilemi. Poi un assolo e un ritorno al giro della strofa. Iniziamo bene. Poi "Rise Before My Eyes": echi di Doors, a me sembra anche di sentire un retrogusto Radio Birdman, e un'entrata di organo ad impreziosire il tutto. Il ritornello è sempre "overboosted", fortemente accentuato dalla batteria. E poi (come speravo) l'intermezzo psych, tra Electric Prunes e 13th Floor Elevators. Da manuale. "Autistic Roommate", traccia tre, irruenta, a voler trovare un'affinità direi i Love più "aspri". Traccia quattro: "Ivory Tower", sempre immersa in un umore sulfureo e psichedelico, con un piglio quasi punk e un beat incalzante e continuo. Ultimo pezzo: "Springtime". Non so perchè ma un po' mi ha fatto venire in mente le atmosfere dei Dream Syndicate. Il pezzo più calmo del lotto, lascia spazio ad una espressività diversa e sembra terreno fertile per future semine. A noi sono piaciuti parecchio. Auguriamo loro un radioso futuro.
(fab)
TORTONA BEAT (www.tortonabeat.com)

Da Roma. Energia, genuinità . Un concentrato di indie rock'n'roll. Mi hanno entusiasmato.
DJ HENRY - MILANOMODS (http://www.milanomods.itgo.com/)